"Non realizzeremo mai tatuaggi perfetti, perché imperfetta è la natura umana". È con questa consapevolezza che Luca Iermano, tatuatore napoletano,..."Non realizzeremo mai tatuaggi perfetti, perché imperfetta è la natura umana". È con questa consapevolezza che Luca Iermano, tatuatore napoletano, ma reggiano di adozione accompagna i lettori nel suo ultimo libro, ‘Il tatuatore dell’anima’. Il racconto – che arriva dopo un percorso che lo ha visto passare dalla pittura all’illustrazione per l’infanzia – è un viaggio intimo dentro le mura di un garage trasformato in laboratorio e tanto altro. L’autore indossa la complessa veste di confidente, facendo emergere la sua ‘Happy Days Tattoo Studio’ come rifugio per anime in cerca di una nuova possibilità. Il tatuare diventa perciò un’arte che richiede, prima di tutto, la capacità di "ascoltare e accogliere gli altri". Iermano ripercorre i suoi esordi e un apprendistato vissuto tra paure e il desiderio di trovare una propria identità professionale. Molto toccante è il passaggio in cui descrive il tatuaggio commemorativo per un bambino scomparso. La forza del volume risiede nella capacità di interrogarsi sul senso del proprio operato, con Iermano che rivendica il suo soprannome, ’il tatuatore che sa ascoltare’, trasformando ogni seduta in un atto di umanità condivisa. In definitiva, ‘Il tatuatore dell’anima’ è una riflessione coraggiosa sulla necessità di ricominciare, ricordandoci che incidere la pelle è solo un modo per fissare ciò che vale la pena di non dimenticare.