IL PERSONAGGIO. L’orafo Luca Daverio racconta il lavoro nascosto dietro ogni creazione: studio, prove e gesti che trasformano la manualità in emozione e arte.
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«Dietro le quinte c’è sempre un lavoro che non si vede. Ore di preparazione, di studio, di prove, di gesti ripetuti fino a quando diventano emozionanti. È qui che nasce l’arte vera, nell’intimità, nell’ascoltare emergere le proprie emozioni, espresse con la passione del fare. Si chiama l’arte nelle mani». Luca Daverio è un orafo, e non definitelo gioielliere perché non è proprio nelle sue corde.
Luca Daverio al lavoro
Figlio d’arte, da suo padre Franco ha imparato l’arte del cesello e di come dare forma alla materia, a incassare pietre, a trasformare emozioni in opere d’arte da indossare. Nelle scorse settimane il suo atelier in via Tasso a Bergamo ha raccontato la sua storia con alcuni giorni di porte aperte in cui ha messo in mostra il processo creativo di un gioiello. C’erano lui e suo figlio Pablo, che segue le orme del padre e del nonno, con un nome importante che racconta tutta la passione che Luca ha per «l’artista che ha saputo ricreare la materia», Picasso. «Con noi Laura Marzadori, Primo Violino del Teatro alla Scala di Milano. Le sue mani hanno parlato attraverso la musica, le mie mani hanno lavorato il metallo, entrambi alla ricerca di un’armonia di forme e suoni» spiega Daverio.










