HomeBolognaCronacaPhilip Morris, revocato lo stato di agitazioneC’è l’accordo con i sindacati: "È un’intesa vincolante sui cinque punti della piattaforma. Cento stabilizzazioni entro fine 2028"I lavoratori impegnati in una manifestazione davanti ai cancelli dell’aziendaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSiglato l’accordo tra sindacati e direzione aziendale della Philip Morris di Valsamoggia. Si chiude una vertenza lampo e infuocata, che ha tenuto con il fiato sospeso le maestranze del polo super tecnologico di Ponte Samoggia, e che ha coinvolto le istituzioni a tutti i i livelli, dal Comune alla Regione Emilia Romagna. Cantano vittoria i sindacati di categoria (Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil), sottoposti a trattative serrate pur di portare a casa un risultato valido. "È un accordo vincolante sui cinque punti della piattaforma sindacale. Un’intesa che ’Fa 100!’", esultano i sindacati nel loro comunicato steso al termine di cinque ore di limature sui nodi fondamentali.
Effetto immediato della sigla del documento con i vertici aziendali è stata la revoca dello stato di agitazione e del pacchetto delle 16 ore di sciopero nello stabilimento di Crespellano della Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna. Entrando più nei dettagli dell’accordo, a cominciare dalla ’quota 100’, sbandierata dai sindacati e contemplata nel punto ’Contrasto alla precarietà’, "viene definita – si legge nel documento – una soglia minima garantita di 100 stabilizzazioni entro il 31 dicembre 2028. L’azienda fornirà informazioni dettagliate sull’utilizzo di contratti a termine e in somministrazione. Viene normato il diritto di confronto su organici e stabilizzazione dei rapporti di lavoro".







