HomeCronacaAttentato a Ranucci, Lavitola dai pm: "Sono sconcertato. Io non c’entro"L’imprenditore e faccendiere indagato è stato ascoltato per due ore: con Sigfrido ho rapporti fraterni. Scoppia il caso sulle parole di Corsini (Rai) che chiede chiarimenti al conduttore di Report. Poi smentisce.L’imprenditore e faccendiere indagato è stato ascoltato per due ore: con Sigfrido ho rapporti fraterni. Scoppia il caso sulle parole di Corsini (Rai) che chiede chiarimenti al conduttore di Report. Poi smentisce.Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguici"Non sono stato io, non ho idea di chi sia stato né del movente". Valter Lavitola nega tutto davanti ai pm prima di avvalersi della facoltà di non rispondere nell’inchiesta in cui è accusato di aver organizzato l’attentato a Sigfrido Ranucci a Campo Ascolano. L’imprenditore si è detto "sconcertato" dall’accusa di essere il mandante visti i rapporti di "fraternità" che lo legano al conduttore di Report.
Sulla sua presenza vicino casa di Ranucci un mese prima dell’attentato Lavitola ha detto che spesso andava lì a trovare il giornalista. Ha anche negato di "aver mandato in Camerun" il presunto intermediario Gomes Clesio Tavares e ha spiegato che l’uomo adesso si trova nel suo Paese per un affare sui carbon credit, che l’imprenditore tratta da qualche tempo. Con Ranucci "ci vediamo quasi tutti giorni, le nostre famiglie si frequentano, andiamo a cena spesso. È un’amicizia così stretta che è incompatibile con qualsiasi tipo di movente", avrebbe aggiunto davanti al procuratore capo, Francesco Lo Voi e ai titolari dell’indagine. Poi ha deciso di non rispondere alle domande in attesa della discovery degli atti. Lavitola è accusato di strage in concorso con cinque persone di origine campana e con il cittadino camerunense, che avrebbe fatto da intermediario con la banda.












