«È una notizia che mi ha lasciato un senso di stordimento, con Valter abbiamo avuto un rapporto d’amicizia dopo che è stato oggetto di nostre inchieste, è stata anche una fonte importante per alcune inchieste di Report, sono convinto, finché non vedo ovviamente le prove, della sua innocenza. Tuttavia sono convinto che anche se dovessero emergere delle responsabilità, non avrebbe mai fatto del male a me e alla mia famiglia». Così Sigfrido Ranucci commenta in un video la notizia che l’imprenditore Valter Lavitola è indagato, ritenuto dagli inquirenti il mandante dell’attentato dinamitardo avvenuto nell’ottobre del 2025 all'esterno della villetta del giornalista a Pomezia.
Il conduttore di Report ribadisce la sua fiducia nella magistratura affermando: «Mi affido completamente alle indagini della Procura di Roma che ha svolto con il nucleo dei Carabinieri di via In Selci, un nucleo investigativo, un’inchiesta molto rigorosa, anche dal punto di vista etico. Vedremo quali sono gli sviluppi». Ricorda inoltre il ruolo del presunto mandante nel panorama dell'informazione: «Valter ha avuto sempre rapporti con i giornalisti, non dimentichiamocelo, è stato prima di tutto il direttore dell’Avanti e ha mantenuto rapporti con me e giornalisti anche molto più autorevoli di me, quindi vediamo dove porteranno queste indagini».










