HomeCronacaAttentato Ranucci, Lavitola: “Non sono stato io”. Corsini (Rai): “Bomba vera o farlocca...”L’imprenditore davanti ai pm per quasi tre ore. I dubbi del direttore degli Approfondimenti della tv pubblica: “Chiamerò Ranucci, dovrà chiarire. Report va avanti anche senza di lui”Valter Lavitola arriva in procura a Roma (Ansa)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 8 luglio 2026 – "Non sono stato io, non so chi possa essere stato e non ho idea del movente". Avrebbe detto questo Valter Lavitola, in base a quanto si apprende, nel corso di dichiarazioni spontanee ai pm. L’interrogatorio si è concluso dopo quasi tre ore, alla Procura di Roma. Lavitola è accusato di strage nell'ambito della indagine della Dda sull'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. L’imprenditore, arrivato in Procura poco prima delle 16, secondo i magistrati sarebbe il mandante dell'azione dinamitarda avvenuta nell'ottobre del 2025 a Pomezia, in provincia di Roma, all'esterno della casa del conduttore di Report. Non è chiaro se abbia risposto alle domande degli inquirenti o abbia rilasciato dichiarazioni spontanee.
L’avvocato di Lavitola: “Lui amico fraterno di Ranucci”
L’avvocato difensore di Lavitola, Sergio Cola, entrando in Procura ha dichiarato che il suo assistito “è sconvolto per le accuse che gli sono state mosse e ciò in ragione dello stretto e fraterno rapporto di amicizia che ha con Ranucci come confermato dallo stesso giornalista".












