HomeViareggioCronacaIl bikini festeggia ottant’anni. Tra emancipazione e film cultDagli anni Cinquanta il costume a due pezzi è diventato simbolo della dolce vita e del boom economicoCatherine Spaak in bikini con Vittorio Gassman in una scena de “Il sorpasso” a CastiglioncelloRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciVERSILIAPossono essere ispirati alla Versilia anni Sessanta con le fantasie a pois e il taglio raffinato oppure alla Romagna del boom economico con il tema dei fiori. Ma anche riprendere la moda che imperava negli anni Novanta, nell’era del boom dei surfisti, con modelli sgambati e profili a contrasto. La storia del bikini è quella del nostro tempo. Ottant’anni proprio in questi giorni da quando il designer francese Louis Reard annunciava la rivoluzione in pochi centimetri di tessuto che battezzò bikini riferendosi all’atollo corallino del Pacifico, teatro dei test nucleari, "perché l’effetto sarebbe stato esplosivo". E così è stato. Lo fece indossare da una ballerina del Casinò de Paris, Micheline Bernardini, e tutti ne parlarono.

Da ottant’anni il bikini continua a dire molto più di quanto lasci scoperto. E pensare che agli inizi del Novecento a Viareggio, che era già una capitale della balneazione, i costumi da bagno coprivano ancora gran parte del corpo. Erano confezionati da pesanti tessuti scuri, a volte completati da gonnelline e mutandoni in lana. Del resto, le cabine erano spesso collocate su palafitte in mare e uomini e donne facevano il bagno separatamente. Fu uno scandalo quando negli anni Venti da Viareggio al Forte le donne mostravano sulla rena solo una parte delle gambe.