Veniano (Como), 9 luglio 2026 – La voce e il pianto di Ramona Rinaldi, un anno e mezzo dopo la sua morte, sono stati risentiti ieri nell’aula di Corte d’Assise di Como, in uno dei momenti più toccanti del processo in corso contro il compagno, Daniele Re, 35 anni di Veniano, accusato del suo omicidio.
La donna era stata trovata alle 5 della mattina del 21 febbraio dello scorso anno, morta a 39 anni nel bagno della sua abitazione di Vicolo Pozzo 12, a causa di un apparente suicidio. Secondo il pm Antonia Pavan, fu invece un omicidio volontario, commesso dall’imputato, che dopo averla colpita ripetutamente a calci, l’aveva strangolata utilizzando la cintura dell’accappatoio, simulando un suicidio. Il processo in aula a Como
L’audio di Ramona
Durante l’udienza di ieri, è stato sentito lo stralcio di un audio trovato nel telefono dell’imputato, che conteneva la discussione di alcuni giorni prima, il 12 febbraio, registrato a insaputa della vittima e salvato con il titolo “Cerco di chiarire con Rami”. La donna più volte ripete di essere stufa della situazione, fino a scoppiare in lacrime.
“Ho cercato tante volte di risolvere e ho ricevuto una porta in faccia – dice – ora mi sono stufata... Un po’ di tempo fa un briciolo di bene te lo volevo ancora, ora non lo so. Sto valutando.... quando avrò la risposta te lo dirò, fai quello che vuoi della tua vita, non mi interessa... lasciami in pace”. È uno dei tanti audio di conversazioni registrate tra le mura di casa di nascosto, 413 in tutto, che Re conservava nel suo telefono, dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Como durante le indagini.








