La leader waorani Nemonte Nenquimo, cofondatrice della Alianza Ceibo, attraverso la sua autobiografia ci racconta di come è iniziata la battaglia alle compagnie petrolifere che stanno devastando la Foresta Amazzonica.

DUE BAMBINI WAORANI stanno giocando con la scimmia notturna della famiglia quando le loro attività vengono interrotte da un ronzio che si fa sempre più forte. Ci mettono poco a capire che non si tratta di un insetto, ma di un ebo, un aeroplano che arriva con un carico di «doni di Dio». Nemonte gli corre incontro, insieme a suo fratello, sperando che Rachel Saint, la missionaria che vive con la sua comunità, stavolta regali anche a lei un vestito.

ECCO COME INIZIA Un giorno saremo giaguari, il memoir di Nemonte Nenquimo (Edizioni Sonda, euro 20,90): con la corsa meravigliata di due bambini che hanno voglia di scoprire qualcosa di nuovo. Ed è proprio questo che i cowori (i bianchi) portano alle comunità indigene: abiti, utensili ed altri oggetti mai visti, come le radio. Tutto ciò, però, è solo per chi si impegnerà a diventare un buon cristiano. Sin dalle prime pagine vediamo come la sfavillante «civiltà» si insedia tra le vite dei Waorani.

LE PERSONE INIZIANO a coprirsi, soprattutto per entrare in chiesa, dove devono recarsi ogni domenica se sperano di ricevere qualcosa dai bianchi; i bambini sono invitati a frequentare la scuola; gli uomini lasciano i terreni di caccia per andare a lavorare con le compagnie petrolifere in cambio di regali e di denaro, anche se ancora non sanno bene a cosa serva.