Diverse fortunatissime serie televisive hanno costruito il loro intero impianto narrativo sull’amicizia tra donne. Erano relazioni straordinarie perché proseguivano e prosperavano nell’età adulta, una fase della vita in cui solitamente i rapporti amicali vengono progressivamente messi in secondo piano, sacrificati davanti a priorità che cambiano (famiglia, lavoro e impegni di ogni genere). Da qualche tempo, però, complici una serie di mutamenti sociali ma anche pratici e materiali, sembra che i rapporti di amicizia, soprattutto quelli femminili, stiano tornando a essere centrali. Lo si vede raccontato sui social, ne parlano magazine e quotidiani, lo confermano dati e statistiche: le amicizie in età adulta non sono un elemento secondario dell’esistenza, ma una delle sue strutture più importanti. Sono una presenza continua, stabile e organizzata, che attraversa tutte le fasi della vita e ne sostiene interi pezzi. Per molte persone, sono la relazione in cui vale la pena investire di più.
Meno coppie, più amiche
Le ricerche più recenti del Pew Research Center mostrano che le amicizie sono considerate da una larga maggioranza degli adulti contemporanei una componente fondamentale di una vita soddisfacente. In molte rilevazioni, le relazioni amicali vengono collocate sullo stesso piano simbolico di elementi fino a oggi considerati i pilastri dell’esistenza, come il matrimonio o i figli. Diversi studi di psicologia sociale mostrano che, quando affrontano momenti di stress o difficoltà, le donne tendono a cercare conforto, vicinanza e supporto nelle proprie relazioni sociali, in particolare con altre donne. Ci sono addirittura ricerche che evidenziano come, in momenti particolarmente fragili (una ricerca del 2022 condotta tra pazienti in recupero da dipendenze, per esempio), la qualità delle amicizie femminili sia associata a livelli più elevati di autostima e ottimismo, a una maggiore percezione del supporto sociale e a un più forte senso di empowerment.







