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Nuclitalia sta analizzando tempi e costi delle possibili tecnologie da applicare per valutare la percorribilità di questa strada per il Paese. L’ad della società Luca Mastrantonio traccia la rotta: “Priorità sarà istituire in tempi rapidi un'autorità di controllo, aggiornare le procedure autorizzative e avere strumenti pubblici capaci di ridurre eventuali rischi finanziari”

Il nucleare viene sempre più visto anche in Italia come uno strumento fondamentale per abbassare ulteriormente il costo all’ingrosso dell’energia e rafforzare l'indipendenza energetica del Paese, alle prese con le incertezze degli scenari geopolitici internazionali. L’Italia, infatti, ha una forte dipendenza strutturale dalla generazione a gas (materia prima che viene importata). Essendo il nostro un Paese manifatturiero che necessita di molta energia, questo sbilanciamento del mix rischia di penalizzare la competitività del Paese.

All’indomani della presentazione della relazione annuale di Arera, nel corso della quale l’ente regolatore ha fatto il punto sulla situazione energetica italiana, e alla luce del confronto parlamentare in corso sul disegno di legge delega per il nucleare, emerge chiaramente la necessità di lavorare congiuntamente a livello di sistema Paese per valutare l’introduzione dell’atomo tra le tecnologie di approvvigionamento, anche se i tempi saranno lunghi.