A Wimbledon va in scena il match tra il numero uno al mondo e il campione serbo, reduce dalla maratona contro Auger-Aliassime. Nole ci arriva con un fisico “rigenerato”.
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Novak Djokovic e Jannik Sinner si sfidano oggi a Wimbledon per la quinta volta consecutiva in due anni nella semifinale di uno Slam. Dal 2024 a oggi il conto è di 3-1 in favore dell'italiano ma la logica dei numeri è nulla quando hai davanti una un avversario come il serbo, che ha sfoggiato una straordinaria capacità di rigenerarsi portando il tennis in un nuova dimensione a quasi 40 anni. E la vittoria strappata in cinque ore al "giovane" Auger-Aliassime, il botta e risposta col supervisor per la chiusura del tetto del Centrale, è stata la riprova di come il campione balcanico abbia riscritto i propri limiti biologici. Mentre la maggior parte della sua generazione "favolosa" ha già lasciato il circuito (Rafa Nadal, Roger Federer, Andy Murray) e ha dovuto arrendersi agli infortuni, all'usura del tempo, Nole è ancora lì a duellare nelle fase finali dei tornei più importanti. "Il tempo che dedico al recupero oggi è molto maggiore di prima – ha ribadito spesso -. Cerco sempre tutto ciò che può darmi un vantaggio". È il suo ritorno al futuro.













