Nella cultura di massa Ulisse è il nome con cui è largamente conosciuto il protagonista dell’Odissea, il poema omerico a cui si ispira l’omonimo film di Christopher Nolan, in uscita il 16 luglio. Anche nel doppiaggio e nei sottotitoli italiani del film il nome scelto è Ulisse, ma nella versione originale in inglese gli autori hanno preferito il nome greco: Odysseus anziché Ulysses.
È una scelta filologicamente più “fedele”, dal momento che nell’opera originale – in lingua omerica, una combinazione di vari dialetti del greco antico – il protagonista si chiama appunto Ὀδυσσεύς (pronunciato comunemente oggi come “Odyssèus”, con la y che sta per una ü francese o milanese). E del resto si chiama Odisseo anche nelle traduzioni italiane dal greco più diffuse in scuole e università: quella canonica degli anni Cinquanta, di Rosa Calzecchi Onesti, ma anche altre note e apprezzate (Maria Grazia Ciani, Giuseppe Aurelio Privitera, Franco Ferrari, Guido Paduano).
Quanto all’accento, in italiano – una lingua neolatina – si tende a preferire la pronuncia alla latina, Odìsseo, con l’accento sulla “i”, anche se l’accento nella pronuncia greca è sulla “e”. È lo stesso motivo per cui in teoria si dovrebbe dire Pèrseo e non Persèo, o Tèseo e non Tesèo, anche se queste ultime pronunce sono forse più comuni oggi. Diverso è il caso di “Odissea”, in cui l’accento era sulla “e” già in latino.













