La critica gastronomica del New York Times Ligaya Mishan, una delle firme più autorevoli del giornalismo enogastronomico internazionale, ha stilato una lista di piatti che, a suo giudizio, ogni appassionato di cucina dovrebbe provare almeno una volta nella vita. Tra questi, c’è anche un piatto campano. L'obiettivo, spiega, non era selezionare semplicemente le preparazioni più celebri del pianeta, ma raccontare la straordinaria varietà di sapori, tecniche e tradizioni che definiscono il modo in cui l'umanità si è nutrita nel corso dei secoli.
I 13 piatti da provare almeno una volta nella vita «Volevo considerare tutti i sapori e le consistenze del mondo. Per esempio, nella mia lista non c'è nulla dalla Francia. Mi interessava piuttosto chiedermi cosa significhi conoscere davvero il cibo e i modi in cui le persone hanno mangiato nel tempo», afferma Mishan.L'elenco attraversa cinque continenti e comprende piatti simbolo della cultura gastronomica di Norvegia, Iran, Messico, Camerun, India, Cina, Singapore, Spagna, Giappone, Vietnam, Hawaii e Filippine. Ma tra queste eccellenze mondiali trova spazio anche l'Italia, rappresentata da una pizza che nasce nel cuore della Campania.La pizza campana tra i piatti imperdibili del mondo A conquistare la critica del New York Times è la Sensazione di Costiera, la celebre pizza firmata da Franco Pepe nella sua pizzeria Pepe in Grani, a Caiazzo, in provincia di Caserta. Per Mishan questo piatto è molto più di una pizza: è il racconto di un territorio attraverso ingredienti strettamente legati alla loro origine. «Ogni ingrediente della pizzeria alle porte di Napoli è legato al luogo da cui proviene: pomodori della Costiera Amalfitana raccolti maturi sulla pianta, alici del borgo marinaro di Cetara e limoni coltivati a Sorrento, affacciati sul golfo.»Franco Pepe è «il più grande pizzaiolo del mondo» La critica conclude con un'affermazione che rappresenta uno dei riconoscimenti più prestigiosi per il maestro pizzaiolo campano: «Non sono l'unica a sostenere che Franco Pepe sia il più grande pizzaiolo del mondo». Parole che confermano ancora una volta la fama internazionale di Pepe in Grani, il cui lavoro è da anni al centro dell'attenzione della critica gastronomica mondiale grazie alla continua ricerca sugli impasti e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio campano.Originario di Caiazzo e discendente di una famiglia di panificatori e pizzaioli, Franco Pepe ha trasformato Pepe in Grani in una meta gastronomica internazionale. Negli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti dalla critica internazionale ed è stato protagonista della serie Netflix Chef's Table: Pizza, che ne ha consacrato la fama a livello globale.Un viaggio attraverso i sapori del mondo Nella sua selezione Mishan mette insieme piatti molto diversi tra loro, accomunati dalla capacità di raccontare una cultura culinaria. Tra questi figurano il rømmegrøt con cuore di renna affumicato servito a Oslo, il tahdig persiano, i tacos campechanosdi Città del Messico, il mbongo tchobi camerunense, la mawa cake di Pune, il pesce brasato con cipollotti di Shanghai, il chwee kueh di Singapore, una tortilla ispirata all'antica Roma a Barcellona, il sushi gunkan con riccio di mare di Tokyo, la limonata fermentata di Hanoi, il pane dell'albero condito alla hawaiana e il ginisang ampalaya, piatto filippino a base di melone amaro.Più che una classifica dei migliori piatti del pianeta, quella della critica del New York Times è un invito a conoscere il cibo come espressione di storia, identità e tradizioni.






