Mentre i dati del ministero della Salute sull’attuazione della legge 194 sono arrivati in parlamento con oltre un anno di ritardo, e con una fotografia vecchia di 3 anni, in Lombardia il monitoraggio annuale prosegue senza intoppi. Da dieci anni la consigliera regionale del Partito democratico Paola Bocci raccoglie ed elabora i dati sull’applicazione della legge in regione, che ha presentato stamane in conferenza stampa al Palazzo Pirelli di Milano.

CINQUE STRUTTURE NON PRATICANO ABORTI

Il primo dato presentato riguarda le interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) nel 2025, che sono state 10.630 - allineate con le 10.515 del 2024 - a cui si aggiungono 900 aborti terapeutici, effettuati dopo la dodicesima settimana. Su 10.630 interruzioni di gravidanza, quelle effettuate da persone minorenni nel 2025 sono state circa il 3 per cento del totale. Nella fascia d’età tra i 18 e i 25 anni sono state invece il 27 per cento del totale delle Ivg. La fascia over 25 è al 70 per cento sia per le donne italiane che per quelle migranti. Su 10.630 Ivg, il 28 per cento riguarda «donne con cittadinanza straniera. Facendo un confronto tra i due gruppi anagrafici di riferimento, le donne con background migratorio hanno una percentuale di interruzioni pregresse più alte delle italiane».