Il Parlamento europeo conferma l’accordo con il Consiglio: compensazioni fino a 600 euro, reclami con tempi certi e posti gratuiti per i bambini
Dopo oltre tredici anni di rinvii, compromessi e dossier rimasti in pista senza mai decollare davvero, il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo alla riforma dei diritti dei passeggeri aerei. Il nuovo testo mantiene il diritto alla compensazione per i ritardi superiori alle tre ore, rende più rapide e meno tortuose le procedure di rimborso e introduce nuove tutele su bagaglio a mano, posti gratuiti per i bambini, carte d’imbarco e assistenza ai passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta.
Il voto, arrivato oggi a Strasburgo, è stato netto: 646 favorevoli, 12 contrari e 3 astensioni. La riforma aggiorna il regolamento 261/2004, in vigore da oltre vent’anni, e il regolamento 2027/97 sulla responsabilità del vettore aereo per passeggeri e bagagli. È un passaggio tecnico solo in apparenza: in realtà interviene nel punto più concreto del rapporto tra cittadini e compagnie, cioè cosa succede quando un volo viene cancellato, parte in ritardo, fa perdere una coincidenza o trasforma il rimborso in un percorso a ostacoli.Dopo un iter iniziato nel 2013 e rimasto a lungo bloccato, il compromesso dovrà ora essere confermato dal Consiglio entro l’inizio di agosto 2026. Le nuove norme entreranno in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue, mentre Stati membri e compagnie aeree avranno un anno di tempo per adeguarsi.La riforma non smonta l’impianto esistente, ma prova a renderlo meno teorico per chi resta bloccato in aeroporto e meno elastico per chi deve applicarlo. Il regolamento 261/2004 è da anni uno dei testi europei più conosciuti dai consumatori, almeno nei suoi principi generali: rimborso, riprotezione, compensazione, assistenza. Ma è anche uno dei più litigiosi, perché tra il diritto scritto e il diritto effettivamente ottenuto si sono spesso infilati moduli complicati, interpretazioni divergenti, eccezioni invocate dalle compagnie e procedure poco accessibili ai passeggeri.Il compromesso raggiunto tra Parlamento e Consiglio cerca di chiudere proprio questo spazio grigio. Conferma i diritti già esistenti, ne aggiunge di nuovi e mette ordine in alcune pratiche che negli ultimi anni hanno alimentato tensioni tra viaggiatori, vettori e autorità nazionali di controllo. Il risultato è un testo che prova a bilanciare due esigenze non sempre facili da tenere insieme: rafforzare la protezione dei passeggeri e dare alle compagnie aeree un quadro più prevedibile in un settore esposto a crisi operative, scioperi, eventi meteo estremi, congestione aeroportuale e costi crescenti.













