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Oltre 1 milione e 250 mila italiani (più di 1 su 50) sono portatori di varianti genetiche che espongono a un aumento del rischio di cancro. Ogni anno, circa 26.700 tra loro effettivamente si ammalano, sviluppando uno di quei tumori che, per questa caratteristica peculiare, vengono definiti eredo-familiari. Si tratta di un gruppo che ha bisogno di particolari attenzioni e percorsi su misura che cominciano ancora prima di sviluppare la malattia.Per questo, l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), con la collaborazione delle associazioni dei pazienti aBRCAdabra e Fondazione Mutagens, ha realizzato le prime linee guida dedicate a queste neoplasie.Oltre 200 mila famiglie coinvolte

In Italia le sindromi ereditarie di predisposizione ai tumori «interessano oltre 200 mila famiglie e la loro incidenza è in crescita», afferma Antonio Russo, coordinatore delle linee guida.«Le più famose sono quelle a carico dei geni Brca1 e Brca2 che, da sole, interessano più di 387 mila individui di entrambi i sessi», aggiunge. «Sono coinvolte principalmente nei tumori della mammella e dell'ovaio ma anche in quelli dello stomaco, del pancreas e della prostata».