E ora? Noi haitiani siamo usciti sì, ma con onore. E les rouges, noi canadesi abbiamo preso il testimone e testa alta abbiamo subìto la triplette, sempre dal Marocco. Et donc? Chi sostenere dunque, domani, per tenere vivo il fervore calcistico per noi atavici orfani degli Azzurri? Et voilà, allez les Blues! Forza azzurri, sì, ma di Francia.

Si risieda quel lettore, forse l’unico nostro, che è sobbalzato sulla sedia a Manfredonia, e mi lasci spiegare. Che cosa ci lega ai cugini d’Oltralpe? Mè, come?! Quasi undici secoli di connessioni con la nostra amata Apulia, da quando quei Normanni scesero nel nostro Sud, non bastano?! E non solo per saccheggiare, ma anche per costruire: i castelli di Bari e Manfredonia, lettore mio, docent.

E cosa dire, amici di Celle San Vito e Faeto, che ancora oggi parliamo in dialetto francoprovenzale? Certo, le truppe del Bonaparte - Napoleone - occuparono l’amata regione, ma quei porti sui quali oggi ci affacciamo, alla ricerca di un po’ di refrigerio in queste serate di torrido caldo, furono opera tra il Settecento e l’Ottocento proprio di Bonaparte Joseph da Corte e Murat Joachim, Gioacchino, da Labastide-Fortunière.

E con chi si scontreranno domani les Bues? Guarda un po’, proprio con quel Marocco che ha eliminato noi haitiani prima e poi noi canadesi. Perciò noi, cittadini del mondo, orfani calcisticamente di Roma, guardiamo avanti e non ci arrendiamo. E avanti c’è prima di tutto quel Mbappé che ha dato tanto al calcio. Wilfried, non Kylian, per intendersi. Mbappé padre, da Douala, Camerun, il primo ad allenare quel prodigio del figlio nell’AS Bondy.