di

Stefano Montefiori

Venti milioni di persone hanno assistito alla vittoria della Spagna sui Bleus. Con chi prendersela? Con Didier Deschamps, ma anche con Kylian Mbappé (che pure fino a ieri veniva elogiato da Libération)

DAL NOSTRO CORRISPONDENTEPARIGI - Ieri sera la Francia si è fermata, e poi si è disperata. Venti milioni di persone davanti agli schermi, nelle case, nei bar o nelle fanzone (record di audience dell’anno secondo Médiamétrie), con la quasi certezza di andare in finale perché “les Quatre Fantastiques” in attacco - Kylian Mbappé, Michael Olisé, Ousmane Dembélé, Bradley Barcola (o Désiré Doué) – avrebbero sicuramente piegato la Spagna, non c’erano dubbi, al di là della prudenza di circostanza. La delusione è enorme: non solo i Bleus non hanno vinto, ma è come se non avessero neanche giocato. «Abbiamo preso una lezione di calcio», è il commento più diffuso. Il ritorno alla realtà è una caduta di schianto.

Durante la notte sono scoppiati alcuni incidenti, soprattutto nelle banlieue di Parigi e Lione, provocati da ragazzi che hanno usato i fuochi di artificio del 14 luglio, festa nazionale, dirigendoli però contro le forze dell’ordine. Niente di diverso da quello che sarebbe accaduto se Mbappé e compagni avessero vinto, anzi la sconfitta paradossalmente ha contenuto i problemi dell’ordine pubblico. Niente festa, poca gente nelle strade, visto anche che gli spettacoli pirotecnici a Parigi e in tante altri città sono stati anticipati alla sera precedente (per premura verso il ricordo dell’attentato di Nizza, la sera del 14 luglio di 10 anni fa). Gli scontri con i poliziotti e gli atti di vandalismo sono purtroppo ormai una tradizione degli eventi popolari in Francia, che siano Capodanno, il 14 luglio festa nazionale, una vittoria in Coppa del mondo o una sconfitta. A Parigi “solo” 141 fermi, secondo un primo bilancio alle sei del mattino. Una ventina a Lione. Proprio temendo incidenti, qualunque fosse il risultato, le grandi città come Parigi, Marsiglia e Lione hanno preferito non organizzare maxi-schermi, che invece erano un po’ ovunque in provincia.