L’immagine che ha fatto il giro del mondo durante la partita con la Svezia non è stata preparata a tavolino. Il messaggio era chiaro: in certi momenti il calcio passa in secondo piano.
L’inchino di Deschamps a Mbappé al momento della sostituzione in Francia–Svezia.
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L'abbraccio e poi l'inchino. Kylian Mbappé e Didier Deschamps. Francia–Svezia è andata oltre il valore sportivo espresso dal campo e dal risultato, che ha qualificato i transalpini agli ottavi dei Mondiali (sfideranno il Paraguay). I gesti dell'attaccante e del commissario tecnico svelano il vero volto dei "galletti": una nazionale che, forte del proprio talento, appare come un monolite intorno al suo allenatore. L'attaccante sceglie di esultare in maniera differente, correndo dal selezionatore e trascina con sé il resto dei compagni. Il ct gli rende omaggio genuflettendosi dinanzi a lui al momento della sostituzione, accogliendo in panchina il capitano con tutti gli onori che merita e per la prestazione (ha realizzato una doppietta) e per il ruolo di guida che sta svolgendo all'interno del gruppo. Perché, dice Deschamps, "lo spirito di gruppo non ti fa vincere le partite ma può fartele perdere" sottolineando come le questioni di feeling siano il presupposto per esaltare (anche) talento e qualità dei calciatori. È umanità, rispetto, senso d'appartenenza.











