Quei quattro là davanti sono il pericolo pubblico numero uno dei Mondiali, una novità tattica - figlia di uno strapotere tecnico - talmente dirompente da sconvolgere anche i princìpi del ct Didier Deschamps. Il girone, finora, ha dimostrato che in campo Kylian Mbappé, Ousmane Dembelé, Michael Olise e uno a scelta tra Desiré Doué e Bradley Barcola possono non solo convivere, ma essere micidiali, anche accendendosi a corrente alternata. Il sedicesimo contro la Svezia sarà il primo banco di prova un po' più serio per la Francia, dopo un ultimo match in cui la Norvegia che aveva schierato una squadra con tutte le riserve.
Dubbi in attacco ce ne sono pochi anche dall'altra parte, con i gialloblù del ct Graham Potter che fanno di quel reparto la loro certezza: la coppia stellare formata da Viktor Gyokeres e Alexander Isak (che parte dalla sinistra) supportata dal lato opposto dal velocissimo Anthony Elanga. Non è quello il reparto che preoccupa il tecnico inglese, però. Ormai definitivamente priva del centrale atalantino Isak Hien, la Svezia dovrà ridisegnare una difesa che è apparsa decisamente il punto debole della squadra: prova ne sono i cinque gol subiti dall'Olanda, decisamente troppi per una squadra che vuole arginare il quartetto di fuoco francese. Incognita anche per Deschamps - rientrato negli Usa dopo il viaggio in Francia per partecipare ai funerali della madre - sul centrale difensivo: dovrebbe rientrare William Saliba, reduce da problemi alla schiena che lo hanno tenuto fuori contro la Norvegia, altrimenti è pronto Maxence Lacroix. Dovrebbe essere ancora out, invece, Marcus Thuram, anche lui già fuori nello scorso match per un fastidio al polpaccio. Come detto, però, l'alternativa non manca, anzi.












