Applausi a scena aperta hanno accompagnato la prima assoluta di “Tosca e i Pupi siciliani”, lo spettacolo con cui il Teatro Vaccaro Mauceri ha portato a Roma un incontro mai realizzato prima: quello tra il melodramma di Giacomo Puccini e l’antica arte dell’Opera dei Pupi, patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.Nella suggestiva cornice dell’Acquario Romano, davanti a un pubblico composto da ambasciatori, rappresentanti delle istituzioni, vertici delle Forze armate, imprenditori e personalità della cultura, la tragedia pucciniana ha trovato una nuova dimensione, affidando ai Pupi non un semplice ruolo scenografico, ma una vera funzione narrativa. È stata una Tosca diversa da tutte le altre. Non una contaminazione decorativa tra linguaggi lontani, ma il dialogo profondo tra due forme teatrali fondate sulla stessa forza: il gesto assoluto, il racconto epico, la capacità di trasformare il sentimento umano in immagine.La Compagnia dei Pupari Vaccaro-Mauceri ha raccolto una sfida ambiziosa: dare ai personaggi di Puccini un corpo nuovo. I Pupi siciliani non imitano il canto, lo amplificano. Attraverso la postura, il movimento e la loro presenza scenica diventano l’anima visiva della musica, trasformando legno, stoffa e metallo in emozione teatrale. Il pubblico ha seguito con grande partecipazione le scene più intense dell’opera: dall’incontro tra Floria Tosca e Mario Cavaradossi nella Basilica di Sant’Andrea della Valle, al confronto drammatico con il barone Scarpia fino all’epilogo sui bastioni di Castel Sant’Angelo sulle note di “E lucevan le stelle”.