di Massimo Santantonio

Questo continuo gioco di “specchio riflesso” tra fascismo e comunismo è inaccettabile. Il fascismo ha fatto ciò che è sancito dalla storia: un regime criminale, nato dalle ronde che, nell’interesse dei latifondisti, colpivano quanti si ribellavano alle loro condizioni di lavoro. Un regime che ha fatto assurgere a principi fondanti le pulsioni più basse presenti negli individui e nella società, come l’intolleranza per le idee diverse e le minoranze, il dominio di una ‘razza’ sulle altre, dell’uomo sulla donna, il culto dell’uomo forte, possibilmente cristiano e guerriero.

Stereotipi che generano slogan tipo “dio, patria e famiglia”. E il classico “me ne frego”, che non vuole mai dire ribellarsi a una legge, una regola, una consuetudine ingiusta, ma significa invece “faccio i miei personali interessi perché come individuo mi pongo al di sopra degli altri”. Perfettamente fascista. Tutti capisaldi atti a promuovere il servilismo e la delazione, l’individualismo senza scrupoli, e la violenza sino alla guerra. Il prof. Montanari ha definito fascismo e nazismo “fogna della storia”. Vannacci si è orgogliosamente autodefinito come “feccia”. Parole, e ammissioni, severe ma sacrosante.