Le Ragioni di Israele
Si riaccende la controversia giudiziaria sulla Seconda Autorità per la televisione e la radio. Restano i timori per la possibile fornitura di caccia F-35 alla Turchia da parte degli Stati Uniti
Giuseppe Kalowski
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TEL AVIV – La campagna elettorale in Israele è entrata nel vivo senza esclusione di colpi. È in atto un delicatissimo scontro istituzionale tra la Corte Suprema e il governo israeliano, che potrebbe avere conseguenze rilevanti sull’equilibrio tra il potere esecutivo e quello giudiziario, anche perché Israele non dispone di una Costituzione scritta che definisca in modo organico i rapporti tra i poteri dello Stato. Il governo israeliano ha respinto una sentenza vincolante dell’Alta Corte di Giustizia che consentirebbe all’organismo che regola le emittenti commerciali israeliane, la “Seconda Autorità per la televisione e la radio“, di continuare a operare nonostante le dimissioni lo abbiano privato del quorum richiesto dalla legge. Si auspica che, anche grazie alla mediazione del presidente Isaac Herzog, si possa giungere a una composizione del conflitto e che le controversie vengano risolte pacificamente attraverso un riavvicinamento tra le parti.







