di
Roberto Gressi
Fondatore del Family day, ha fatto registrare un record da candidato sindaco a Ventotene: zero voti
Non ce n’è per nessuno, manco per Kung Fu Panda 3. Mario Adinolfi - arrestato a Roma - infuria e si indigna, quell’orso ha due padri, così si fa il lavaggio del cervello gender ai bambini. Alfonso Signorini per lui è «un frocetto». Mai preservativi, perché non è vero che difendono dalle malattie veneree e dall’Hiv. Le donne transessuali sono «moderni ircocervi, uomini con finte tette di silicone che fanno solo tristezza». L’invito a «prendere i fucili», contro la legge sulle unioni civili. Impostazione filosofica. «In una società di troie e rottinculo l’unica ribellione possibile è essere bigotti». E Asia Argento, che ora parla di stupro, «ma era molto sorridente accanto a Harvey Weinstein, il presunto stupratore, quando era potente». E poi ancora, mille e mille, fino al giornalista delle Iene, Filippo Roma, afferrato con violenza per i capelli, perché gli chiedeva conto delle polemiche economiche con alcuni militanti del Popolo della Famiglia.
Due matrimoni, tre figlieÈ il 15 agosto del 1971, quando nasce in una Roma assolata e semi deserta Mario Adinolfi, figlio di Ugo, attore e dirigente statale, e di una immigrata australiana, Louis. Uomo dalle mille vite, Mario. Giocatore di poker strepitoso, primo italiano ad arrivare al tavolo finale del World Poker Tour, al Casinò di Venezia. Una laurea in Lettere. Premio «Ilaria Alpi» per il miglior esame alla prova di giornalismo. Una partecipazione all'Isola dei Famosi. Sposato a 20 anni con Elena Banzi, una figlia. Divorziato dieci anni dopo e risposato con Silvia Pardolese, due figlie. Articoli su Avvenire, Europa, Il Popolo, La Discussione, collaborazioni con Radio Vaticana, poi la Rai e il Tg1, responsabile Comunicazione dell’Istituto per il commercio estero, una folgorazione per la politica.










