Nel 2007 aveva aderito alla svolta del LIngotto di Walter Veltroni, che aveva fondato il Pd. Poi la svolta radicale su posizioni ultracattoliche e conservatrici. Con la passione per il gioco d'azzardo mai abbandonata. E che ora gli sta procurando più di un guaio
La passione per il poker e le scommesse sportive accompagna Mario Adinolfi sin da giovanissimo. Quella stessa passione col tempo sarebbe diventata la maledizione che lo ha portato ai domiciliari, su disposizione della procura di Roma che lo accusa di truffa ed evasione fiscale. Classe 1971, Adinolfi ha vissuto una nuova stagione di notorietà grazie alla partecipazione all’Isola dei famosi su Canale5. Sempre Mediaset gli ha regalato altra notorietà, con le inchieste delle Iene proprio sui presunti truffati dal giornalista, poi passato alla politica. Fino alla denuncia partita proprio dai vertici di Cologno Monzese, dopo che Adinolfi ha abbracciato la battaglia di Fabrizio Corona contro la presunta lobby gay in tv.
L’esordio nel giornalismo di Adinolfi
I suoi primi passi li aveva mossi collaborando con Avvenire e Radio Vaticana, oltre che con il settimanale Europa. Aveva avuto anche un’esperienza in Rai al Tg1, finita prematuramente. Nei primi anni 2000 aveva tentato qualche iniziativa editoriale, con riviste generazionali e la prima ondata di internet e dei blog. Da lì il lancio anche del movimento Democrazia diretta con il simbolo della chiocciola per le Comunali di Roma.










