Ho appreso della morte del dottor Giovanni Gardini, e la notizia ha addolorato molto me e mia sorella Dolores. Nostra madre è stata ricoverata nel reparto in cui lavorava il dottor Gardini per una patologia che ce l’ha poi tolta a Natale. L’assistenza che nostra madre, 89enne, ha ricevuto dal personale è stata straordinaria. Ma la professionalità e la gentilezza che il dottore le ha dedicato sono qualcosa che non dimenticheremo.
Silvia Masi
Risponde Beppe Boni
"È difficile trovare persone dedicate al lavoro come lui"; "trattava i pazienti con un approccio di umanità esemplare"; "il suo esempio rimarrà per sempre un faro per tutti noi". Sono alcune delle frasi con cui i colleghi di ospedale ricordano Giovanni Gardini, il medico 38enne dell’Unità operativa di terapia semintensiva dell’ospedale Maggiore di Bologna scomparso per un malore. Era un professionista competente, preparato come tanti altri camici bianchi, ma è significativo che i pazienti, i loro familiari e i colleghi lo ricordino anche per la sua carica di umanità. Gardini se ne è andato per un arresto cardiaco improvviso mentre era di guardia. Le parole della Fadoi, principale società scientifica italiana che riunisce i medici internisti che lavorano negli ospedali, descrivono perfettamente come era questo dottore dal cuore grande e fragile. "La sua presenza, il suo entusiasmo e il contributo generoso che ha saputo offrire alla nostra società resteranno per noi un ricordo prezioso e riconoscente. In questo momento di grande dolore, siamo sinceramente vicini alla famiglia Gardini, con affetto, rispetto e commozione. Giovanni continuerà a vivere in Fadoi attraverso il suo esempio umano e professionale che ci ha regalato in questi anni". Sono qualità che Francesco Gardini non aveva appreso all’università, le aveva nel suo Dna. Ecco perché era e resterà speciale.







