Animalier e cristalli per la maison milanese. La passerella di Chanel è un bosco delle fate
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"Il talento è una lunga pazienza" diceva Maupassant ricordando il suo maestro, Gustav Flaubert, nelle note introduttive del romanzo Pierre e Jean. Nessuno potrebbe essere più d'accordo di Silvana Armani, la maggiore dei tre nipoti del compianto stilista-imprenditore, oggi direttrice creativa dell'universo donna del brand ma per moltissimi anni al suo fianco come comandante in seconda. Il suo potenziale creativo ben noto a chi conosce la storia della maison è praticamente esploso con la collezione Privè per l'autunno-inverno 2026/27 in passerella ieri sera a Parigi. Il punto di partenza è quel luogo segreto che i francesi chiamano Boudoir in cui una donna si veste e si trucca, perdendo magari del tempo davanti allo specchio per giocare con se stessa e con la propria immagine come si fa da bambine con le proprie bambole. L'idea di fondo è lanciare uno sguardo sulla seduzione che la signora Armani (così viene chiamata adesso in atelier e visto che la forma è la sostanza, ben venga questa educata formalità) definisce "personale, consapevole, differente". Poi aggiunge che la sua speranza è dare vita a qualcosa che lasci un ricordo in chi guarda.In effetti sarà dura dimenticare i 25 vestiti da sera con il classico taglio a sirena, lo strascico, il boustier scultoreo da cui escono le spalle nude e pienamente rivelate, i giochi di luce ottenuti da un sapiente uso di tessuti cangianti impreziositi da innumerevoli cristalli ton sur ton. Nella prima parte dello show non ci sono gonne ma una vera e propria antologia di pantaloni larghi, stretti, affusolatissimi o superfluidi. Sopra compaiono giacche e blouson d'ogni tipo oltre a un meraviglioso golfino in filo di seta con il motivo animalier ricamato in cristalli e pailettes buttato sulle spalle con nonchalance. Animalista convinta tanto che a Vairano di Vidigulfo ha un meraviglioso rifugio per cani difficili da recuperare e avviare all'adozione consapevole, Silvana toglie all'animalier quel certo non so che di peccaminoso puntando alla sensualità più che al sex appeal.











