Marine Le Pen è pronta a ricandidarsi alle presidenziali "senza indossare il braccialetto elettronico". Condannata dalla Corte d'appello per aver organizzato pratiche di appropriazione indebita di fondi pubblici, la fondatrice del Rassemblement National ha annunciato la sua prossima corsa all'Eliseo con lo slogan “Pour la France, la Renaissance", sottolineando di voler ricorrere in Cassazione contro la sentenza con l'obiettivo di “sospendere” la misura relativa al braccialetto elettronico. I magistrati hanno infatti ridotto la pena di ineleggibilità a 15 mesi, già scontati, abbassando a un anno la condanna detentiva, da scontare con il braccialetto elettronico.
La decisione della Corte d'appello
La Corte d'appello ha confermato la colpevolezza per "fatti gravi" di Le Pen, riducendo la sua pena in prima istanza da 4 anni a 3 di carcere, di cui uno con il braccialetto elettronico. L'ineleggibilità, in prima istanza di 5 anni, è stata ridotta a 15 mesi, già scontati dato che l'ineleggibilità ha cominciato a decorrere dal marzo 2025. Resta quindi un anno da scontare con il braccialetto elettronico, ma nei mesi scorsi la leader dell'estrema destra aveva detto che non avrebbe fatto campagna elettorale se costretta ad indossare il braccialetto elettronico. Un'ipotesi che si sta già facendo strada è quella, per Le Pen, di chiedere una riduzione o adattamento della pena, anche se il braccialetto elettronico, come ribadiscono gli esperti, è già in sé un adattamento di pena. Se l'obbligo di un anno venisse ridotto a sei mesi, la fondatrice del Rassemblement National potrebbe fare campagna elettorale senza braccialetto elettronico a partire da gennaio.










