Condannata ma eleggibile. Si ritiene “innocente” e annuncia ricorso in Cassazione. Marine Le Pen lascia un po’ di suspense, ma conferma di essere candidata all’Eliseo il 18 aprile 2027. La speranza è tornata con la sentenza in appello di ieri. Sarà la quarta campagna di Marine Le Pen. Spera in una sentenza veloce – inizio 2027 – della Cassazione. Intanto, visto che il ricorso prevede la sospensione della pena, può liberarsi del braccialetto elettronico, a cui è stata condannata a un anno. In precedenza aveva affermato che non avrebbe affrontato la campagna elettorale con il dispositivo di sorveglianza. Vedremo come andrà la storia del braccialetto dopo la sentenza della Cassazione.
PER IL SOSTITUTO BARDELLA, premio di consolazione: è «equilibrato, coerente, solido», «sarà primo ministro se vinco le presidenziali», insieme, dice Le Pen in diretta durante l’intervista su Tf1 andata in onda ieri sera alle 20, siamo una «coppia politica» che «può cambiare le cose».
Un gruppo di fedelissimi riuniti attorno ai due potenziali candidati, tutto un pomeriggio per decidere se confermare Marine Le Pen, malgrado il braccialetto elettronico, oppure cedere il posto al presidente del partito, Jordan Bardella. «C’è una particolarità dell’elettorato di estrema destra – spiega lo specialista Nicolas Lebourg – non è sensibile agli affari giudiziari, non hanno mai fatto perdere un voto al Rassemblement National». È attesa una decisione della Procura per un eventuale ricorso in Cassazione, sarà la prossima settimana.










