«La morte di Marius ci interroga. Non basta commuoverci davanti a una vita spezzata. Occorre domandarci quante solitudini attraversano le nostre città senza trovare un abbraccio capace di restituire speranza. Una comunità si misura dalla cura che sa offrire ai più fragili, a coloro che non fanno notizia, a chi non ha voce per chiedere aiuto». È un passaggio del messaggio che l’arcivescovo di Bari - Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, dedica a Marius, il clochard morto in strada nel capoluogo pugliese lo scorso 3 luglio, forse per un malore al quale potrebbe aver contribuito il caldo intenso. Nessuno ha reclamato il corpo dell’uomo e il Comune di Bari ha deciso di celebrare i funerali oggi, nella cappella del cimitero assieme ai volontari dell’associazione In. Con. Tra e invitando i cittadini a partecipare.

«Colpisce il gesto della città che oggi si raccoglie attorno a lui - prosegue Satriano - Se è vero che nessun familiare ha potuto accompagnarlo, è altrettanto vero che una comunità ha scelto di non lasciarlo solo. Questo ci ricorda che la fraternità non nasce dal sangue, ma dalla capacità di riconoscere nell’altro un fratello affidato alla nostra responsabilità». «Marius, invece, oggi restituisce un nome e un volto a tutti coloro che abitano le periferie dell’esistenza», continua l’arcivescovo evidenziando che «non sappiamo quali sogni abbia custodito da ragazzo, quali ferite abbiano segnato il suo cammino, quante volte abbia sperato di ricominciare. Sappiamo, però, che nessuno può essere identificato soltanto con la sua ultima dimora, un marciapiede, o con le sue fragilità. Ogni persona rimane infinitamente più grande delle proprie cadute, perché porta impressa l’immagine di Dio». «Riposa in pace, fratello Marius. La terra ti è stata spesso stretta; il cielo, oggi, ti sia finalmente casa», conclude.