I nuovi raid americani nello Stretto di Hormuz, lanciati dal Summit Nato, mostrano quanto sia difficile chiudere il confronto con Teheran. A quattro mesi dalle MidTerm, il calo del consenso e lo scontro con gli alleati europei complicano la strategia del presidente

Donald Trump ha autorizzato una nuova serie di attacchi contro l’Iran mentre si trovava ad Ankara per il vertice della Nato, dopo che Teheran aveva colpito tre navi commerciali transitate nello Stretto di Hormuz senza seguire la rotta indicata dalle autorità iraniane.

La decisione è arrivata al termine di una riunione con alcuni dei principali esponenti dell’amministrazione e della sicurezza nazionale americana presenti in Turchia, come parte della delegazione statunitense al vertice dell’Alleanza Atlantica. Il Comando Centrale del Pentagono ha annunciato di aver colpito oltre 80 obiettivi, tra sistemi di difesa aerea, reti di comando e controllo, radar costieri, capacità missilistiche antinave e più di 60 imbarcazioni dei Guardiani della Rivoluzione. Secondo un funzionario americano, l’operazione è stata quattro o cinque volte più ampia dei precedenti attacchi condotti nell’area dieci giorni prima. Dietro c’è anche un messaggio.