Fact-checking 08 luglio 2026 Le dichiarazioni di Schlein, Renzi e Conte alla prova dei fatti: dalla difesa alle liste d’attesa, passando per lavoro povero, migranti e alleanze ANSA Il 6 luglio, durante l’evento Sky Live In a Milano, sono intervenuti alcuni esponenti del centrosinistra, tra cui la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, il presidente di Italia Viva Matteo Renzi e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Nel corso delle interviste i tre politici hanno parlato di spese per la difesa, lavoro povero, centri per migranti in Albania e liste d’attesa nella sanità.
Abbiamo verificato sei dichiarazioni, due per ogni leader. In alcuni casi i numeri citati sono corretti; in altri, invece, sono imprecisi o sovrastimati. La Spagna e i lavoratori poveri Schlein: «[Sulla NATO la Spagna ha detto] “no, noi non raggiungeremo il 5 per cento [di spese per la difesa, ndr] perché metterebbe a rischio la nostra economia, il nostro welfare ma resteremo nella NATO e rispetteremo comunque tutti gli obiettivi di capacità”»
Schlein sintetizza correttamente la posizione della Spagna, ma bisogna fare una precisazione. Nel giugno 2025, al vertice NATO dell’Aia, nei Paesi Bassi, tutti gli alleati – Spagna compresa – si sono impegnati ad arrivare entro il 2035 al 5 per cento del PIL in spese per difesa e sicurezza: il 3,5 per cento per la difesa in senso stretto e l’1,5 per cento per spese collegate alla sicurezza. La Spagna sostiene però di poter rispettare quegli obiettivi senza arrivare al 5 per cento. Il governo Sánchez ha annunciato un accordo con la NATO per destinare alla difesa il 2,1 per cento del PIL, ritenendolo sufficiente per garantire personale, equipaggiamenti e infrastrutture richiesti dall’Alleanza.








