L'Unione europea continua ad alzare muri per arginare l'invasione di prodotti cinesi. Bruxelles ha già imposto pesanti dazi sulle auto elettriche "made in China", che, tra l'altro, potrebbero anche essere estesi alle ibride plug-in, ma ora è passata a un altro settore industriale direttamente legato al mondo delle quattro ruote: i pneumatici.
In particolare, l'Unione europea ha stabilito tariffe doganali sulle importazioni dalla Cina fino al 45,3%.
I dazi, in vigore da oggi 8 luglio e non retroattivi, sono stati definiti al termine di un'indagine anti-dumping avviata il 20 maggio 2025 in seguito a una denuncia presentata il 7 aprile dell'anno scorso dalla Coalition Against Unfair Tyre Imports (Coalizione contro le importazioni sleali di pneumatici). L'inchiesta ha riguardato il periodo compreso tra l'1 gennaio e il 31 dicembre 2024 e ha dimostrato che le importazioni cinesi nell'Ue sono aumentate di oltre 35 milioni di pezzi, portando la quota di mercato degli esportatori del Dragone dal 18% al 28%.
Questa ascesa, secondo la Commissione europea, è stato determinata da "prezzi slealmente bassi" che hanno esercitato una "significativa pressione al ribasso sui prezzi" e ridotto la redditività e la quota di mercato dei produttori europei (scesa dal 60% al 53%). Le aziende interessate dovranno ora pagare dazi che vanno da un minimo del 4,3% a un massimo del 45,3%. Il Gruppo Hankook sarà sottoposto al dazio minimo, mentre le aziende che hanno collaborato all'indagine saranno oggetto di un dazio del 24,4%. L'aliquota massima sarà applicata a tutti gli altri operatori. Il nuovo regime riguarda pneumatici per autovetture, veicoli commerciali leggeri e autobus.










