Il Presidente della Regione Campania Roberto Fico l’aveva promesso, lo scorso 30 giugno è arrivato il voto negativo: il Cpr (centro per la permanenza e il rimpatrio dei migranti) a Castel Volturno non si farà. Il Consiglio regionale della Campania ha approvato a maggioranza la mozione che impegna la giunta a esprimere una “formale contrarietà” alla realizzazione, mentre la mozione alternativa del centrodestra è stata respinta. Nel suo intervento in Aula, Fico ha ribadito la necessità di puntare sul rilancio del territorio piuttosto che sulla realizzazione del Cpr. Proprio per questo, su proposta delle assessore Fiorella Zabatta e Claudia Pecoraro, la giunta ha istituito quattro Zone di protezione speciale (Zps) della Rete Natura 2000 per la tutela della fauna e della flora: si tratta delle aree agricole interne Castel Volturno e Cancello Arnone (4.028 ettari), Monteverde (2.131 ettari), Monte Origlio e Bosco Cuccari (981 ettari) e Mondragone (47 ettari), per un totale di oltre 7.100 ettari di territorio protetto. Nella prima di queste quattro aree, secondo i piani del governo, dovrebbe sorgere il Cpr da 120 posti.
L’inclusione di questi quattro siti, spiega la Regione Campania, è il risultato di un lavoro di monitoraggio ornitologico, avviato dalla Regione nel dicembre 2020 secondo standard tecnico-scientifici nazionali ed europei: “Nei territori interessati scatterà il regime di salvaguardia previsto dalle norme europee e nazionali, in attesa dell’adozione di specifiche misure di conservazione”. Maurizio Frassinet, ornitologo e presidente dell’Asoim (Associazione studi ornitologici Italia meridionale) ha espresso soddisfazione per la delibera, che individua come una valorizzazione del proprio lavoro di raccolta di dati scientifici durato anni. “Le Zps sono tutelate da direttive comunitarie molto chiare. Nel sito dove il governo prevede il Cpr ci sono almeno 15 specie di uccelli tutelati dall’Allegato 1. Le più importanti popolazioni di ghiandaia marina e mignattaio della Campania, tanti aironi ed uccelli acquatici, mammiferi e rettili. Un patrimonio di biodiversità da tutelare e valorizzare, non certo da distruggere per il Cpr”. Anche l’associazione Elsa Ets definisce l’istituzione della Zps “la risposta più forte” all’esposto presentato, insieme ad Asoim, alla Commissione europea contro il progetto del Cpr nell’area umida della Piana, ritenuta particolarmente delicata sotto il profilo naturalistico.









