Un flusso di informazioni costante dal 2007 a oggi e pregno di dettagli sensibili su nomi, volti, missioni, armamenti come quelli della Leonardo da ultimo progettati. Materiale utile a svelare le politiche di difesa nazionale e capace di «classificare» chi e con quale ruolo agiva nell'interesse del Paese. E il trasferimento di denaro, «allo stato non quantificabile» finalizzato a «compensare e gestire fonti per il procacciamento e la rivelazione di notizie classificate» senz'altro dal 2013 e negli anni successivi, tra il 2020 e il 2022 e poi ancora nell'ottobre dello scorso anno e nell'aprile scorso, in occasione di due incontri che uno degli odierni indagati ebbe con un addetto militare accreditato presso l'Ambasciata della Federazione Russa in Italia. Negli ultimi due casi i compensi sono stati quantificati in 8mila euro (4mila a seguito di ogni incontro). Entrando nel dettaglio, di quali informazioni sensibili si tratta?

Dalle carte dell'inchiesta emergono da ultimo, informazioni trasmesse «a partire dal 15 settembre 2025 di una missione militare in Bulgaria da parte di un contingente delle Forze Armate italiane e da personale dell'Aise» fino almeno al primo ottobre dello scorso anno.Gli armamenti E ancora, al riguardo, nel dicembre scorso, la «vendita» di «notizie ulteriori sulla medesima missione in particolare - si legge - sull'organico delle truppe e sulle linee di penetrazione dei piani operativi militari, notizie di cui deve ritenersi vietata la divulgazione». Aspetto più inquietante, quello relativo agli armamenti, non solo italiani ma anche dell'Unione Europea e della Nato: dal 2013 «sistematicamente» fino almeno al giugno del 2025, la Russia avrebbe avuto informazioni sensibili «attinenti a mezzi militari e armamenti in uso alla Difesa italiana, tra cui un mezzo navale progettato dall'azienda Leonarso s.p.a. in epoca antecedente e prossima al 27 giugno 2025». Gli inquirenti contestano inoltre la trasmissione di notizie anche su altri dispositivi di sicurezza e non solo, a partire dai droni, sugli aiuti erogati a favore dell'Ucraina, sui nomi e sui personaggi che hanno riempito le fila dell'intelligence italiana e anche britannica presente nel Paese.Fra settembre del 2025 e lo scorso febbraio vengono infine contestate le trasmissioni di notizie «attinenti alla dislocazione e alla funzione in teatro operativo estero di assetti militari del Comando interforze "Cyber Intel - Reparto informazioni e sicurezza dello Stato Maggiore della Difesa - aventi classifica di segretezza da Riservatissimo a Segreto». Volti e fotografie Fra le notizie più datate, ma considerate comunque sensibili, anche «l'elenco di soggetti italiani ritenuti in collegamento con l'intelligence russa», fascicolo fotografici, come quello contenente immagini scattate «in occasione di una cena offerta dal capo del Ris in occasione del corso annuale per gli addetti D.e.m.a. esteri accreditati in Italia» (epoca 2007). Fra i file, quello denominato «Oscar» con l'intestazione dell'Agenzia di informazione e sicurezza esterna, «contenente slide relative alla pianificazione di un'attività informativa da condurre su soggetti presenti nelle liste passeggeri di specifiche tratte aeree». Non solo armi dunque e figure interne alla difesa, anche informazioni sulle procedure - segrete - seguite dall'Italia nelle gare o commesse pubbliche, come contestato per la trasmissione di file in formato pdf «recante l'intestazione della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento informazioni per la sicurezza, classificato riservato, datato 23 dicembre 2019 avente ad oggetto la direttiva che definisce i requisiti di sicurezza per i sistemi di comunicazione e informazione (Cis) che trattano informazioni classificate con il livello "riservato"» oppure la «direttiva che disciplina le procedure che le aziende italiane devono seguire per poter trattare informazioni classificate o coperte da Segreto di stato nell'ambito di gare o commesse pubbliche».