«Prima di iniziare questo incontro, dovete sapere che sono raccomandato». Il 9 luglio celebrerà i suoi 90 anni, ma Lino Banfi, che rivela di «festeggiare per più giorni perché mi hanno registrato l’11 in realtà», si mostra in grande spolvero. Lo incontriamo al Teatro Galli di Rimini, dove ritirerà il Maximo Excellence Award tributatogli dall’Italian Global Series, e la prima cosa che ci mostra è lo sfondo del suo cellulare. È una foto con Papa Francesco. Ricorda con lucidità la prima volta in cui i due si sono incontrati: «Quando sono arrivato a Santa Marta, nel 2019, mi poggiò la mano sulla schiena e mi disse che ero una persona molto importante. Prima di andare via, una guardia svizzera si offrì di scattarci una foto e mentre si avvicinava diventava sempre più rosso in viso. Allora ci confessò che la madre era di Cerignola e tutto si spiegò».

L'amicizia con Papa Francesco Alla soglia delle sue prime 90 candeline, il rapporto con Bergoglio è uno dei ricordi che Pasquale Zagaria, questo il nome di battesimo, custodisce con più cura. «Col tempo siamo diventati amici, mi dava del tu. Allora, quando mia moglie stava già male, gli feci due richieste», spiega. La prima fu proprio da parte di Lucia, «che desiderava morissimo insieme. Francesco non poteva accontentarci, ma realizzò un mio sogno, nominandomi suo giullare. Da allora abbiamo iniziato a vederci ogni 5-6 giorni e ci raccontavamo delle barzellette». L’8 luglio, per onorare uno dei massimi esponenti della commedia italiana e dei volti più amati del Paese, Rai1 trasmetterà alle 21:30 “Lino d’Italia- Storia di un itAlieno”, titolo del documentario che ripercorrerà la vita e la carriera dell’attore nato ad Andria. «Non me l’aspettavo dalla Rai, nonostante io abbia lavorato soltanto per loro. Evidentemente hanno ritenuto fossi pronto per avere questo riconoscimento», confida Banfi. «Quando il progetto è stato confermato, ho detto ai produttori che avevo bisogno del teatro Petruzzelli (il più importante di Bari e il quarto più grande d’Italia, ndr.) e di 3-4 giorni in cui mi sarei messo a nudo attraverso tre personaggi: Pasquale Zagaria, Lino Banfi e mio padre». Un percorso che si snoderà dall’infanzia agli anni della gavetta, passando dalla popolarità dei b-movie fino al successo in tv con “Stasera Lino” e “Un medico in famiglia”.Un medico in famiglia Non appena la serie tv che ha accompagnato le serate degli italiani dal 1998 al 2016 e il suo amato nonno Libero diventano il centro della conversazione, a prendere la parola è Verdiana Bixio, produttrice dell’opera per Publispei dopo il padre Carlo. «”Un medico in famiglia” è sempre stato l’anima della nostra azienda e fa parte della mia crescita personale», spiega. E sulla possibilità di vedere un’undicesima e ultima stagione ammette: «Abbiamo già scritto un soggetto di serie. Però non è semplice scrivere questo sequel, perché si tratta di uno dei marchi più importanti della televisione italiana. Sarebbe bello, in un momento così cupo a livello globale, abbracciare idealmente il pubblico prima di andare a dormire». E a farle eco è subito il volto di nonno Libero: «Io l’ho definito varietà per varie età con un gioco di parole. È una serie che arrivò nel nostro Paese quando vigeva la legge di Dinasty e Dallas, soap che con i loro amori incestuosi non ci rappresentavano».La carriera Ripercorrendo le tappe salienti di una carriera lunga più di 65 anni, durante cui rivela di «non avere mai visto un porno o fumato hashish», Banfi è certo del fatto che «aver fatto ridere gli italiani era quello che sognavo». E ci ha sempre creduto, «anche quando non potevo comprare della carne per mia moglie e mia figlia Rosanna e cantavo loro “Vedrai, vedrai”». Prima di andare in sala trucco per prepararsi a ricevere il suo premio, ci assicura che il presidente della Figc Malagò ha chiesto a lui e al suo “Allenatore nel pallone”, Oronzo Canà, di «prepararsi ad insegnare il suo modulo 5-5-5 a farfalla alla nazionale italiana di calcio», visti i recenti risultati. Poi, però, ritorna con la mente a Papa Francesco e decide di farci sentire una registrazione audio inviatagli dal pontefice. «Caro nonno del mondo, buon compleanno. Sei furbo, festeggi dall’8 all’11. Sono quattro giorni di compleanno. Grazie per la tua testimonianza di gioia. Prego per te, tu fallo per me. A presto».