RIMINI – Il bagno di folla, l’abbraccio del pubblico, il premio Maximo Excellence Award all’Italian global series consegnato da Verdiana Bixio, la figlia del grande produttore Carlo, che lo volle come Nonno Libero in Un medico in famiglia, con al suo fianco, la sottosegretaria al ministero della Cultura Lucia Borgonzoni.

Alla vigilia della festa per i 90 anni, il 9 luglio, Lino Banfi si racconta all’incontro alla Corte degli Agostiniani: si toglie la giacca (“Mi permettete?”), sorride alle persone venute ad applaudirlo. “Per piacere accendete le luci così posso vedere tutti”.

Un amarcord tra carriera, film di successo, televisione e privato. Si chiede perché “non usiamo più la parola amore: con Lucia (la moglie, scomparsa nel 2023), ci tenevamo per mano guardando la tv”, poi l’amicizia con papa Francesco: “Mi disse: tu lascerai il solletico al cuore a quattro generazioni. Per questo giro con la sua foto e con quella di mia moglie, perché lassù avranno aperto un ufficio di collocamento”.

Ricorda quando conduceva Domenica in, e Falcao si occupava della parte dedicata al calcio. “Un giorno mi portò Pelè, ho la foto. La conservo con quelle della principessa, mia moglie, e il principe, Totò. Quando sono andato a Trigoria a trovare Falcao ci siamo commossi e ci siamo abbracciati”. Scherza con il pubblico: “Mi vedete che sono tutto nuovo? Dopo 38 anni mi sono tagliato i baffi, sono andato dal barbiere e via barba, capelli e baffi. Un altro trauma degli attori è che non raccontano i propri traumi, io ho avuto quello da spari, che mi hanno rovinato l’udito. Porto degli apparecchi” dice togliendoli dalle orecchie e mostrandoli alla platea “sento cinque, se volte di più, rispetto a quello che sentono gli altri”.