È inutile chiedere ai politici con quali soldi finanzieranno le loro promesse elettorali. Perché a noi piacciono le promesse, non i rendiconti. E poi…
Carlo Cottarelli e la Fondazione Einaudi hanno proposto una legge che imponga ai partiti di specificare con quali denari intendano finanziare i loro impegni elettorali. Basta con le promesse da paese della cuccagna: se per una legislatura vivremo sulla Luna a caviale e champagne, bisogna sapere da dove arrivano i soldi necessari a pagare il conto. La serietà dei proponenti impone un’apertura di credito, sebbene a me la legge sembri abbondantemente velleitaria.









