A 33 anni dalla scomparsa la città ha reso omaggio a Stefano Paolicchi, il sergente maggiore paracadutista incursore nel 9º Reggimento d’assalto ’Col Moschin’, ucciso all’età di 30 anni a Modadiscio in un’imboscata tesa dai miliziani somali durante la missione di pace Ibis. Paolicchi, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, pur ferito, continuò il combattimento per liberare dall’accerchiamento i militari italiani. Nell’anniversario si è tenuta una cerimonia nella piazza a lui intitolata a lato di via Pisa. Erano presenti tra gli altri il sindaco Francesco Persiani, il consigliere provinciale Sergio Bordigoni e il consigliere regionale Gianni Lorenzetti, oltre a militari e rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. Dopo una messa nella chiesa di San Giuseppe e San Vincenzo, ha fatto seguito la deposizione di una corona di fiori al cippo a lui dedicato. Presenti anche i familiari di Stefano, tra cui la sorella Nicoletta Paolicchi, gli amici più cari e gli ex commilitoni oltre ai rappresentanti nazionali dell’Anpd’I, della Brigata paracadutisti Folgore e del Reggimento ’Col. Moschin’.
"Siamo qui – ha detto Persiani – per ricordare un uomo di Massa, Stefano Paolicchi, che ha compiuto fino in fondo la scelta di servire il proprio Paese e che, nel farlo, ha perso la vita. Stefano era un figlio di questa comunità, con una famiglia, degli amici, una vita fatta di speranze e di progetti. La sua storia ci ricorda che esistono professioni nelle quali il dovere non è una parola astratta. A nome della città di Massa esprimo gratitudine e rispetto. Non possiamo restituire ciò che è stato perduto, ma possiamo fare una cosa importante: continuare a pronunciare il suo nome: una comunità che sa ricordare sa anche riconoscere il valore delle persone che l’hanno servita".








