Nel frattempo, il Bahrein ha condannato gli attacchi iraniani contro tre petroliere di Arabia Saudita e Qatar, in transito nello Stretto, che hanno innescato la rappresaglia statunitense, bollandola come una "grave violazione del diritto internazionale". E proprio in Bahrein, nella notte, "è suonata la sirena" d'allarme, come riportato nel testo di un post su X del ministero dell'Interno. "Si invitano i cittadini e i residenti a mantere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino". Secondo quanto dichiarato da un funzionario statunitense alla Cnn, gli attacchi di Washington contro la Repubblica islamica sono una "diretta conseguenza degli atti di terrorismo internazionale perpetrati dall'Iran", aggiungendo che Teheran era consapevole delle conseguenze delle proprie azioni e che i raid non si concluderanno a breve. "L'era del bullismo e dell'estorsione è finita. Non porta da nessuna parte. Non ci pieghiamo", ha scritto in un post sul suo profilo X, Mohammad Bagher Ghalibaf presidente del parlamento iraniano. Intanto, il Comando Centrale delle Forze armate della Repubblica islamica ha dichiarato in un comunicato che "l'Iran non permetterà alcuna interferenza nella gestione e negli affari relativi allo Stretto di Hormuz, in nessuna circostanza", aggiungendo che "le cerimonie funebri del defunto leader Ali Khamenei e la partecipazione del popolo hanno rappresentato un'umiliante sconfitta per l'arroganza globale e i criminali Stati Uniti", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'Irna.
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Ghalibaf: "L'era del bullismo e dell'estorsione e finita. Non porta da nessuna parte. Non ci pieghiamo".













