VITTORIO VENETO (TREVISO) - «Chiudo». Dopo aver messo in vendita la sua gelateria nel cuore di Serravalle, proprio nei giorni in cui veniva avviato il cantiere di rifacimento del porfido di via Martiri della Libertà con conseguente chiusura della strada e danno economico per le attività presenti che hanno registrato pesanti e drastici cali nelle vendite, Andrea Signorotto titolare della gelateria “Flaminio” ha deciso di concludere la sua attività al termine della stagione, dunque a ottobre.
Una decisione condivisa con la moglie, sofferta, ma presa dopo averci a lungo ragionato. Anche perché un’attività come la sua prevede che tra primavera ed estate si lavori anche per il periodo autunnale e invernale, quando la gelateria è chiusa. Le entrate sono drasticamente calate in questi mesi, mentre le uscite – tra queste quelle per dei mutui – sono rimaste sempre quelle. «Durante il periodo Covid mi sono comunque salvato. Ma ora, l’amministrazione Balliana per me è stata più deleteria del Covid» afferma il gelataio che fin dall’inizio del cantiere, annunciato a fine marzo e partito il 13 aprile, ha evidenziato come il periodo scelto per questo lavoro non fosse il più adatto. Il cantiere ha visto la strada chiusa per poco meno di tre mesi (via Martiri ha riaperto alle auto una settimana fa) e all’unisono le attività economiche del centro storico avevano evidenziato come non fosse il periodo giusto quello scelto, visto che Serravalle vive proprio nella bella stagione grazie anche i turisti.La ditta esecutrice dei lavori ha dato il massimo per completare i lavori entro i termini, anzi, con un mese di anticipo. Ma questo non ha comunque aiutato le attività del centro storico che hanno dovuto fare i conti con un drastico calo dei clienti. «Gli affari nella mia gelateria sono crollati del 90%, in certe giornate ho guadagnato appena 22 euro» afferma Signorotto. L’attività rappresenta l’unica fonte di reddito per la sua famiglia, moglie e tre figli. La decisione presa con la coniuge di chiudere la gelateria è stata, dunque, l’epilogo preannunciato e che mai avrebbe voluto vedere concretizzato.







