Nigel Farage ha deciso di dimettersi da parlamentare ma di ricandidarsi alle suppletive che ci saranno nel suo seggio, Clacton-on-Sea, perché “soltanto il popolo può giudicarmi”. In un discorso di una quindicina di minuti, il leader nazionalista britannico ha detto che l’establishment sta cercando di azzopparlo con inchieste giornalistiche “imprecise” e con elementi “irrilevanti”, perché non ha altro modo di fermarlo, visto che nelle urne vince lui e vince il suo partito Reform Uk. E in uno sfoggio di vittimismo invero furibondo, Farage ha ricordato di essere il politico “fisicamente e verbalmente” più attaccato del Regno, e che oggi sì, è “molto arrabbiato”, perché il Times ha pubblicato l’indirizzo di casa di sua figlia violando la privacy e la sicurezza che ha sempre garantito alla sua famiglia.La sicurezza personale e finanziaria è la spiegazione, secondo Farage, dei “regali” che ha ricevuto – 5 milioni di sterline da un miliardario delle criptovalute: è stata aperta un’inchiesta parlamentare; soldi e persone offerte da un altro imprenditore, che non sono stati registrati – perché polizia e governo non gli hanno mai dato garanzie e così ha dovuto costruirle da sé, e costano. Non ha fatto niente di sbagliato, dice Farage, non ha violato nessuna regola, i molti soldi spesi per la campagna della Brexit li ha recuperati lavorando – “fare soldi non è un reato” – e tutti i regolamenti imposti dal Parlamento per i finanziamenti ai partiti sono “da stato comunista”. Così Farage si dimette e si ricandida, sperando così di cancellare le inchieste, promettendo di aggiustare un paese in mille pezzi, che avrà un premier, Andy Burnham, che non è stato eletto: è di nuovo e sempre “popolo contro establishment”, il lasciapassare dei populisti.