TREVISO - «Non abito più a Treviso. Sono andato via. Ora vivo ad Asolo, città molto più sicura. Una persona della mia età deve poter passeggiare senza aver paura di essere picchiato. E a Treviso questa possibilità non c’è più».A parlare è Carlo Bramezza, 59 anni, direttore generale dell’Usl 4 Veneto Orientale, con sede a San Donà. Il 20 agosto dell’anno scorso era stato brutalmente aggredito da Mattia Cenedese, 38 anni, mentre stava passeggiando nella zona di San Leonardo, in pieno centro. Senza alcun motivo. Il 38enne lo aveva preso improvvisamente a calci e pugni fino a lasciarlo a terra, ferito, con uno zigomo rotto, un taglio all’orecchio e una serie di ematomi al torace. Trasportato nel pronto soccorso del Ca’ Foncello, Bramezza era stato dimesso con una prognosi di 21 giorni. Ma quanto accaduto ha lasciato anche altre ferite. Dopo l’aggressione, infatti, Cenedese era tornato in libertà. «Sono molto preoccupato - aveva detto il direttore generale - perché c’è una persona che prende a pugni la gente e che gira per la città».
I RISCHI Quando ha preso a calci e pugni Bramezza, il 38enne era già libero nonostante una lunga serie di precedenti. Compresa la devastazione del ristorante Plenus di piazza Crispi, a ridosso della Loggia dei Cavalieri. E adesso la storia si ripete. Nella notte tra domenica e lunedì ha aggredito una 40enne nel quartiere di Sant’Antonino: dopo essere entrato in un condominio e aver picchiato con forza contro una delle porte, ha afferrato per il collo la donna che era venuta ad aprire. «Mi dispiace per la signora - dice Bramezza - mi dispiace davvero molto». A lasciare l’amaro in bocca è proprio il fatto che in tutto questo tempo non si è riusciti a fermare il 38enne, evitando altre aggressioni. «Da quando è capitato a me, non ho più saputo nulla del processo», rivela il direttore generale.Per quest’ultimo non è possibile limitarsi ad aspettare fatti ancora più gravi. «Non è vero che non si può fare nulla - scandisce - anzi, bisogna proprio fare qualcosa, altrimenti si corre il rischio che i centri si ritrovino progressivamente svuotati». La decisione di lasciare il capoluogo della Marca non è stata presa a cuor leggero. «Amo Treviso, sono nato e cresciuto qui - sottolinea Bramezza - però a un certo punto bisogna anche fare i conti con la necessità di abitare in una città dove non si abbia paura di essere picchiati ogni volta che si va a fare due passi». L’ammonimento Quello attuale è un nuovo capitolo di una vicenda iniziata ormai due anni fa. Il 19 luglio 2024 Cenedese, nonostante avesse già ricevuto un ammonimento del questore, giusto 7 giorni prima, si era presentato nel locale Plenus, dove aveva lavorato in passato, scatenando il panico. I clienti erano stati costretti a scappare o a rifugiarsi nei bagni. Poi lui aveva distrutto tutto quello che gli capitava a tiro. Alla fine il 38enne è stato condannato per stalking nei confronti dei titolari e per i danneggiamenti commessi all’interno e all’esterno del locale. Ma non ci si è fermati qui.L’assoluzione Il 25 aprile dell’anno scorso era stato trovato dalla polizia vicino allo stesso locale. Aveva con sé la valigia pronta e aveva detto agli agenti che era «meglio andare in carcere che restare a casa a vivere con mia madre». Nel seguente procedimento, però, è emerso che il 38enne in quell’occasione non si trovava nei pressi del Plenus per molestare i titolari - violando il divieto di avvicinamento - ma perché era andato a bere in un altro locale in via Bergamo, a 350 metri di distanza. Così è venuto meno il movente per poter dire che non aveva volontariamente rispettato il provvedimento del giudice. E in ottobre è arrivata l’assoluzione per la particolare tenuità del fatto.Il nuovo arresto In mezzo c’è stata appunto anche l’aggressione ai danni di Bramezza a San Leonardo, avvenuta nonostante il 38enne avesse alla caviglia il braccialetto elettronico che avrebbe dovuto segnalare la sua presenza a meno di 500 metri da piazza Crispi. Per questa, Cenedese è tuttora sotto accusa. Adesso è arrivata la nuova aggressione a Sant’Antonino. E per lui è scattato il nuovo arresto per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.






