HomeMassa CarraraCronacaOccuparono i binari del treno, presidio in tribunale per protestare contro la procuraL’associazione “I ragazzi del bar Eden” annuncia un presidio davanti al tribunale il prossimo 14 ottobre in occasione della prima udienza nei confronti di 36 manifestanti. “Scelta la linea della repressione contro chi ha manifestato pacificamente”La manifestazione sui binari alla stazione centrale di Massa il 3 ottobre scorsoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciMassa , 8 luglio 2026 – “La Procura di Massa rinvia a giudizio uomini e donne, ragazze e ragazzi che hanno esercitato un diritto sancito dalla Costituzione, scegliendo la strada della repressione”. E’ duro l’attacco, e lo sdegno, dell’associazione politico-culturale ’Ragazzi e ragazze del Bar Eden – per una rete della sinistra’ nei confronti della decisione del tribunale di processare 36 persone per avere bloccato i binari del treno durante il corteo pro Palestina a Massa lo scorso 3 ottobre.
La protesta
“Il 14 ottobre prossimo (data della prossima udeinza del processo) – sostiene l’associazione – le persone entreranno in un’aula di tribunale per rispondere non di atti violenti ma di aver partecipato a una protesta pacifica, esercitando un diritto fondamentale riconosciuto dalla nostra Costituzione. Una manifestazione pacifica contro il genocidio a Gaza e a sostegno della Freedom Flotilla. La loro ’colpa’ è stata quella di non rimanere in silenzio di fronte allo sterminio di un popolo da parte del governo israeliano e di denunciare l’inerzia e la complicità, dei governi europei e di quello italiano. Con questo atto si è deciso di portare fino in fondo questa vicenda giudiziaria, applicando norme introdotte dai cosiddetti Decreti sicurezza, nonostante autorevoli costituzionalisti abbiano evidenziato i numerosi profili di illegittimità costituzionale di quelle disposizioni. È una scelta che pesa e che assume un significato politico e istituzionale preciso. Ancora più grave è il fatto che ciò avvenga mentre in altre sedi giudiziarie si stanno sollevando dubbi sulla costituzionalità di queste norme. La Procura di Torino, ad esempio, ha recentemente rimesso alla Corte Costituzionale le disposizioni che puniscono il blocco stradale e ferroviario attuato in forma pacifica, riconoscendo l’esistenza di questioni di legittimità che investono direttamente il diritto di manifestare. A Massa, invece, si procede come se quel dibattito non esistesse, scegliendo la strada della repressione”.







