Basta digitare “rifugiclimaticinapoli.it” sul motore di ricerca del proprio cellulare, cliccare sulle bandierine e appare una schermata che indica l’indirizzo, la tipologia di posto e i servizi offerti. Dai parchi alle zone alberate, dalle spiagge ad altri spazi pubblici, nelle indicazioni della mappa interattiva ci sono anche associazioni di volontariato e chiese aperte dall’Arcidiocesi di NapolI: luoghi, in pratica, dove è possibile trovare refrigerio e sollievo nelle giornate e nelle ore particolarmente calde. L’accesso è libero e gratuito e il servizio di mappatura è offerto dal Comune di Napoli. Gli spazi esterni offrono sedute in aree ben ombreggiate, servizi igienici e fontanelle pubbliche. Quelli interni aria fredda, possibilità di sedersi gratuitamente, servizi igienici e accesso all’acqua potabile.
I luoghi Tra i luoghi indicati ci sono spiagge, parchi pubblici e giardini come quelli di Palazzo Reale, la villa comunale, la piazza alberata di piazza San Pasquale, Lido Mappatella, i giardini di Viale Augusto, i parchi Mascagna e Attianese ai Camaldoli, villa Capriccio a Capodimonte. Tutte le zone della città, cartina alla mano, sono coperte daI “rifugi” natI da una prima proposta presentata dall’associazione Cleanap e poi sviluppata successivamente in collaborazione con l’Università Federico II. Un progetto che, spiegano in una nota dal Comune, è destinato ad essere ampliato attraverso approfondimenti tecnici su ulteriori siti.Allerta caldo in Italia e in Europa, giovedì bollino rosso: l'Oms convoca riunione d'urgenzaMa proprio da palazzo San Giacomo parte anche l’appello «alla collaborazione dei cittadini invitando residenti e visitatori a partecipare attivamente al miglioramento della mappa inviando osservazioni, suggerimenti e segnalazioni attraverso il questionario online disponibile dalla stessa piattaforma dei rifugi climatici - si legge nella nota - Gli utenti possono indicare il luogo visitato, il giorno e l’orario della visita, il comfort termico percepito, gli aspetti positivi dello spazio e le eventuali criticità riscontrate». La curiosità A luglio, e fino per la prima settimana di agosto, c’è anche la possibilità di andare in un rifugio climatico “culturale” nel convento cinquecentesco di Sant’Anna a Capuana, nel borgo di Sant'Antonio Abate, meglio noto ai napoletani come ‘o Buvero, nell’omonima piazza. Qui sono stati organizzati laboratori gratuiti e diverse attività per adulti e bambini e con la possibilità di giocare a ping pong, a biliardino, a carte o in compagnia di un libro da leggere al fresco. Le attività sono organizzate da Spazio Obù. L’accesso al chiostro del convento sarà possibile dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 19. Francesca Cartolano, project manager di Spazio Obù-Fondazione Terzoluogo spiega che «Quando parliamo di rifugio climatico culturale non pensiamo soltanto ad un luogo in cui trovare qualche grado in meno, ma pensiamo ad un luogo in cui respirare meglio anche dal punto di vista delle relazioni, ad uno spazio in cui stare bene. Il clima che ci interessa costruire è quello del benessere, della prossimità, della curiosità, della fiducia e del tempo condiviso tra le persone». Il progetto La mappa dei rifugi climatici è frutto di un percorso avviato da Cleanap, condiviso poi con il Comune di Napoli e l’università Federico II. Nasce nell’estate del 2025 attraverso open data (ovvero informazioni e dati resi accessibili a tutti) e una capillare attività di ricerca sul territorio. Trentotto gli spazi censiti e pubblicamente accessibili, sia al chiuso che all’aperto. Per Cleanap la mappa interattiva è soltanto un punto di partenza. «Una mappa, da sola, non rende una città più resiliente. È volontà comune iniziare un percorso condiviso che deve tradursi in trasformazione. Individuare potenziali rifugi climatici è soltanto il primo passo», sottolinea la presidente Emiliana Mellone. La sfida è di trasformare questi luoghi in vere infrastrutture urbane contro il caldo estremo. Più alberature, manutenzione delle fontanelle pubbliche, segnaletica dedicata, zone di ombra, sistemi di raffrescamento e integrazione con i servizi cittadini.









