La mappa italianaSegui Domani su Google03 luglio 2026 • 07:00Secondo il presidente della Sis Roma il ruolo dei centri balneari urbani è destinato a crescere. «Ormai sono diventati necessari: in giornate come queste la gente ne usufruisce molto di più: questa città ha ancora molto margine per ampliare e rafforzare l’offerta»Rinfrescarsi in città non è per tutti. Tra impianti comunali sempre meno numerosi, gestioni affidate ai privati e quartieri rimasti senza piscine, l’offerta dei centri balneari urbani cambia profondamente da una città all’altra. Se Milano rappresenta il caso più evidente della progressiva riduzione degli impianti comunali e del crescente ricorso ad affidamenti in concessione a soggetti privati, nel resto d’Italia la realtà è ben diversa. Quest’inizio di estate torrido ha riportato piscine all’apLucio PalmisanoPugliese a Milano. Laureato in Relazioni internazionali, è giornalista professionista dal 2021 e si occupa di esteri, soprattutto Unione europea, e ambiente. Ha collaborato con Linkiesta e Il Fatto Quotidiano, oggi per Sky Tg24
Tutti in piscina, anzi no: da Torino a Napoli, le difficoltà dietro ai centri balneari pubblici
Secondo il presidente della Sis Roma il ruolo dei centri balneari urbani è destinato a crescere. «Ormai sono diventati necessari: in giornate come queste la gente ne usufruisce molto di più: questa città ha ancora molto margine per ampliare e rafforzare l’offerta»








