Le città europee stanno restituendo i loro fiumi ai bagnanti. Da Parigi a Berlino, le autorità corrono per ripulire corsi d’acqua secolari, convinte che un fiume balneabile sia ormai un’infrastruttura urbana essenziale, non un lusso, con le ondate di caldo che si intensificano e le estati che diventano sempre più difficili da sopportare.

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Quando Parigi ha riaperto la Senna alla balneazione pubblica lo scorso anno, non è stata solo una trovata spettacolare legata alle Olimpiadi. È stata la parte visibile di un cambiamento più ampio in tutta Europa: le città iniziano a considerare fiumi e canali come spazi pubblici da recuperare, proteggere e con cui tornare a convivere.

"Le città europee stanno investendo sempre di più nei fiumi e anche nei canali che li collegano, perché possono offrire più benefici allo stesso tempo", ha affermato Vassileios Latinos, responsabile della resilienza e dell’adattamento climatico di ICLEI Europe, una rete di governi locali e regionali impegnati sulla sostenibilità. Da Parigi a Copenaghen a Berlino, ha spiegato, le città stanno riscoprendo le vie d’acqua come strumenti di resilienza climatica, salute pubblica e vita urbana quotidiana, spesso tutte insieme.