Un aeroporto non si deve giudicare solo dalle mete che offre. Anzi. Nel 2026 per i passeggeri sono importanti altre cose: i collegamenti via terra da e per lo scalo, la vicinanza di una stazione ferroviaria, di un’autostrada, i parcheggi che offre (a quali prezzi), la velocità di check-in e imbarchi, la comodità delle sale d’attesa e così via. Il Marconi di Bologna, che gestisce oltre dieci milioni di viaggiatori l’anno, è da sempre alla ricerca di un equilibrio tra offerta di rotte e qualità dei servizi. Negli ultimi giorni, come aveva tra l’altro spinto la Regione Emilia-Romagna, è arrivata una conferma dal governo: lo scalo bolognese è al lavoro per inaugurare nel 2027 un volo diretto con la Cina, in particolare con Shanghai. Oltre a guardare con interesse, intensificando i dialoghi con le compagnie aeree, al Nord America per aprire nel breve periodo un’altra rotta intercontinentale con destinazione New York. Due tasselli importanti, senza dubbio, che aprirebbero ancora di più al mondo i cancelli dello scalo, proiettandolo tra i primi in Italia.