<p>Gli aeroporti sono come un biglietto da visita: la prima cosa che i turisti vedono quando atterrano in Italia e che concorrono a lasciare una buona impressione.
Lo si capisce guardando il <strong>numero dei passeggeri</strong> che nel 2025 sono transitati dagli scali nazionali: 230 milioni, in crescita del 5% rispetto al 2024 e del 19% dal 2019.
Un sistema che lo scorso anno ha generato 3,9 miliardi di euro di ricavi e che vuole continuare a crescere per centrare l’obiettivo di 305 milioni di viaggiatori al 2035, previsti dall’<strong>Enac</strong> (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile). </p> <p> </p> <p>Ma il settore richiede ingenti investimenti, richiamando di conseguenza gli interessi dei grandi gruppi internazionali.
Un esempio? <strong>Save </strong>(che gestisce Venezia, Treviso e Verona) che è passato recentemente sotto il controllo di <strong>Ardian </strong>e Finint Infrastrutture.
Gli scali di Palermo e Catania sono in fase di privatizzazione e per quest’ultimo sono arrivate 14 manifestazioni di interesse tra cui sembrerebbero quelle di Mundys, Save e F2i.







